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Pillole di storia di Novara - San Giorgio


San Giorgio durante la Solenne Apoteosi del 2015 - Foto di M. S. Ferullo
 
Novara ebbe la sua prima antichissima fiera, risalente al 1521, per una concessione fatta dal suo feudatario, D. Giovanni Tommaso Gioeni, alla confraternita di S. Giorgio.
Il  ⪻D. Nus Novariae⪼ accolse la richiesta avanzata dall'arciprete Matteo Calcagno, per un paese che allora contava circa deumila abitanti, e autorizzò la fiera (....)
(...)Oltre a rinunicare ad imporre ogni gravezza ai novaresi, rendendo così totalmente ⪻ franca, libera ed essenta di tutti i pagamenti la fiera, stabiliva:
che niuna persona possa essere convenuto né costretto per debiti civili inanti sua illustre Signoria, né inanti soi ufficiali durante lo d. termine di iorni sette ... non li possono convenire, né costringerli directe, né indirecte tanto forastieri, come cittadini per debiti civili... 
Un territorio franco quindi, dal piano della Chiesa di San Giorgio al crinale dei monti.
(...) Di questa fiera oggi si è perduta la memoria. Ma l'atto del 1512 già indica l'esistenza di una Confraternita a San Giorgio, cui la fiera era stata concessa.
Doveva essere la più antica del paese, ed è forse questa la prova che San Giorgio fosse la maggior chiesa, prima che si sviluppasse la grande matrice. 



*****
 
..... e pagò per il riscatto dei diritti baronali onze 2075, nel 1612, dopo che il 23 aprile del 1610 giorno sacro a San Giorgio era stato tenuto un consiglio nella piazza del Santo, e furono a decidere 464 persone d’ogni ceto.
Brani tratti da  LA TRADIZIONE RELIGIOSA A NOVARA DI SICILIA di Angelo Sofia, Ed. EDAS - 1992  pagg. 83-84; 35.



La storia ci racconta che il territorio di Novara fu demanio regio con i Normanni e gli Svevi, cioè alle dirette dipendenze del Re. Gli Aragonesi la fecero Feudo e dal 1397, fu feudo della famiglia Gioeni.
Questa famiglia è stata croce e delizia della nostra storia perchè ci furono alti e bassi. Tra i momenti di maggior armonia si inserisce senza ombra di dubbio l'autorizzazione alla Confraternita di San Giorgio a fare una fiera franca, nella quale il feudatario tra le altre cose aveva rinunciato anche alla tassa che gli si doveva per l'importazione o l'esportazione di merci, cedendo questi soldi alla Confraternita stessa. Da notare che se è vero che non si hanno più notizie di una fiera di così grandi dimensioni, è altrettanto vero che tutt'ora la fiera si fa lungo la strada che costeggia la chiesa di San Giorgio! Tra i momenti invece di maggiore disaccordo troviamo sicuramente quelli del riscatto dei diritti baronali. Nel 1610 il feudatario era Tommaso Gioeni. I Novaresi aspiravano alla libertà e per questo si riunirono nella piazza davanti la Chiesa di San Giorgio che non era ancora quella attuale e decisero di acquistarla. Ci riuscirono due anni dopo, quando pagarono 2075 onze per riscattare il mero e misto impero, ma da quella data in avanti in realtà inizò una causa che fini alcuni secoli dopo. 
Ciò che ci rimane è la certezza che San Giorgio, sia per motivi religiosi che civili, sia stato nei tempi andati molto importante per lo sviluppo della nostra comunità. Oggi, a testimonianza di ciò, ci rimane la Chiesa dedicata al Santo, la Statua del Santo e ci rimane la Storia, che non deve essere mai dimenticata ma solo e soltanto divulgata. 

(Si precisa che la Confraternita di San Giorgio a cui ci si riferisce non è quella della Madonna della Consolazione, che è settecentesca, ma una più antica della quale non si hanno più notizie. La Madonna della Consolazione è legata al culto di Sant'Agostino. Potrebbe crearsi confusione, ma il legame con la Chiesa di San Giorgio si spiega perchè dalla fine del '600 la Chiesa venne gestita dagli Agostiniani Scalzi... ma questa è un'altra storia).

Chiunque volesse approfondire può farlo leggendo il volume  
LA TRADIZIONE RELIGIOSA A NOVARA DI SICILIA di Angelo Sofia, Ed. EDAS - 1992



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